Seraphine

Seraphine
2017-03-20 22:24:22 (UTC)

Fanculo.

non so esattamente come muovermi qui, non ho mai davvero avuto un diario e il web non è decisamente il mio mondo. Ho deciso di rendere il mio diario pubblico essenzialmente perché sono una persona molto sola e mi conforta l'idea che qualcuno possa leggere queste righe e magari fare un pensiero di di supporto nei miei confronti.
Comincio questa attività più che altro perché necessito veramente di una valvola di sfogo, questa vita, le scelte che ho fatto mi stanno letteralmente facendo impazzire, non resisto più. Credo inoltre di aver raggiunto il limite della depressione clinica una volta,m ma mi piace pensare che sono una persona forte e indipendente, in grado di tirarsi fuori dalle situazioni di merda, anche se non è affatto facile.
Ho solo 25 anni, 26 praticamente, ma me ne sento come minimo 50, mi sento vecchia, sciatta, sento di aver buttato via tutta la mia vita oramai e che per me non c'è più nulla in serbo. Mi sento veramente prossima al capitolo finale.
Ricordo un tempo (meno di due anni fa in realtà, ma sembra siano passati secoli) durante il quale mi piaceva definirmi felice, o per lo meno mi sentivo soddisfatta, contenta, piena di aspettative e speranze , mi sentivo sul punto di lanciarmi in quello che sarebbe stato il mio brillante futuro, semplice e modesto, ma ricco di gioia e serenità. Non chiedevo molto dalla vita, giusto un lavoro per riuscire a mantenermi e a permettermi un mutuo, un marito che mi amasse e un paio di marmocchi da crescere ed educare secondo i miei principi. Ed un cane, non dimentichiamoci del cane, magari due, e di sicuro uno gatto, un paio di rane nell'acquario e così via. Niente di speciale, quello che qualunque average girl può costruirsi con le sue forze. E invece no, non avevo fatto i conti con chi mi circonda, con la vera personalità degli individui che, mio malgrado, ho scelto di far entrare a far parte della mia vita. Eppure ero stata avvertita, avrei dovuto ascoltare chi stava cercando di mettermi i bastoni tra le ruote, anche se lo facevano con motivazioni diverse da quelle che ho io adesso per ricredermi e pentirmi di non aver ascoltato. Grande, grandissimo, gigantesco, madornale errore.
8 anni fa, alla soglia dei miei 18 anni, ho deciso di imbarcarmi in questa relazione amorosa con un ragazzo col quale andavo a scuola. Dopo un'amicizia di 2 anni e la sua corte così instancabile, ho ceduto. Maledetto quel giorno.
Diventai la 'ragazza' (odio questo termine, non mi è mai piaciuto, lo trovo troppo infantile) perché, infondo, me ne ero innamorata. Era un ragazzo così dolce e premuroso, con la testa sulle spalle, onesto e, diavolo, mi faceva morire dal ridere. Eravamo solo dei ragazzini a quei tempi, non potevo certo immaginare che lui sarebbe cresciuto nel diventare una persona completamente diversa, meschino e subdolo nel suo intimo, ma friendly e trustworthy in superficie, giusto finché riesce a soggiogarti. Lui ti acceca con i suoi sorrisi e le sue battutine, le sue promesse e la sua mano sempre tesa ad aiutarti, ma è tutta una farsa, l'egoismo e la superbia che vi si nascondono dietro sono più neri dell'oscurità del pozzo più profondo.
Oh, stupida, stupida me. Avrei dovuto coglierne i segni, li avevo lì, davanti ai miei occhi, ma ho voluto essere cieca. E sorda. E storpia.
Gli è sempre piaciuto mentire, raccontare storie, inventarsi balle per fare scherzi, alle volte pure pesanti, ma le credevo cose innocenti, non innocue, ma comunque cose così, spensierate, giusto per farsi quattro risate. E invece no, ho imparato a mie spese che quasi tutto quello che fa o dice ha un secondo fine, che più del 90% di quello che dice sono bugie o, la sua specialità, mezze verità. Tutto quello che fa, dice, o non dice, è al solo scopo di nascondere qualcosa o travisare qualcosa, il tutto rigorosamente a suo vantaggio. Persino quando sembra solo essere sbadato o incline a dimenticar le cose, è per nascondere e mentire. Giusto un paio di giorni fa si è arrabbiato con me perché invece di incontrarci dove stabilito, LUI è andato da un'altra parte, dicendomi che ero stata io a non avvertirlo e che non è vero che avevamo deciso di incontrarci lì dove mi trovavo io. Beh, i messaggi che ci siamo mandati dimostrano ampiamente che non è così caro mio, ma questo è lui, fa la sua scenata pretendendo di aver ragione e di girare la colpa su di me, per poi far finta che nulla sia successo quando gli si dimostra che è stato lui a sbagliare. Perché lui non sbaglia. Mai. ora come ora sto male al solo pensiero di quante volte abbia già fatto questo gioco e di quante volte l'abbia fatta franca perché io non mi accorgevo di nulla, nella mia ingenuità mi sono sempre fidata, ho sempre pensato di essere effettivamente io nel torto in queste situazioni o che lui fosse solamente svampito. Povera me, mi faccio veramente pena.
La cosa che mi lascia più perplessa di questo episodio e che mi da molto da pensare è il fatto che effettivamente lui era originariamente nel luogo stabilito, l'ho praticamente incrociato, ma sono rimasta nascosta perché era in compagnia di sua madre (la conosco e tutto, però sono una persona schiva di natura, se posso evitare le persone, in particolare quelle che conosco, lo faccio senza remore). La domanda dunque mi sorge spontanea, ma perché mi ha mentito su una stupidata del genere, perché deve nascondermi il fatto di essere stato in compagnia di sua madre anziché di essere stato al lavoro (dato che avrebbe dovuto essere lì)? Perché mentire su un fatto così innocente e tenerlo nascosto, nonostante io abbia messo su una bella scenata giusto per vedere come si sarebbe comportato non sapendo che io sapevo? Beh, non ha fatto proprio niente di niente, dopo 5 minuti, come suo solito, è andato avanti pretendendo che nulla fosse accaduto, senza fornirmi la benché minima spiegazione. Conoscendo la persona con la quale ho a che fare, mi chiedo cosa stia veramente cercando di nascondermi. Solo il tempo me lo dirà, dato che tutto prima o poi viene a galla, lo so per esperienza personale.
Per oggi è tutto, ho la sveglia puntata alle 4 di mattina per andare a lavorare ed è ora che vada a dormire se voglio rimanere sveglia almeno fino a fine turno. Ho ancora così tanto da dire e da raccontare, così tante cose sulle quali voglio fare chiarezza e riflettere mettendole per iscritto, così da processarle meglio, ma il tempo è quello che è e gli impegni non mancano, dovrei stare qui a battere sui tasti per minimo una settimana filata senza riposo per fare tutto d'un fiato, e probabilmente nemmeno tutto questo tempo sarebbe sufficiente, perché più tiro fuori cose dalla mente e dal cuore, più ne vengono altre. Meglio chiuderla qui per ora, già solo con così poco sviluppo mi sento un filo meglio, sapere che c'è questo piccolo spazio per me, che mi aspetta ogni volta che ne sento il bisogno, mi dà un grande aiuto a livello psicologico. Spero tanto che nel tempo mi dia anche la vera forza che mi manca per riprendere in mano le redini della mia vita e disarcionare questi fottuti briganti che non fanno altro che spossarmi, ridurmi fino all'osso per i loro scopi per poi arrivare, infine, a spezzarmi. Sono ancora un essere umano, merito considerazione, se non da parte degli altri, almeno da parte di me stessa. Devo tornare ad essere al primo posto per me, a fare quello che serve per farmi stare bene, anche se fa maledettamente male. Per ora, è solo troppo difficile, veramente troppo. devo trovare la volontà di farlo e spero di riuscirci al più presto. Ora sono vicina, molto vicina, vedo il bivio, devo solo scegliere da che parte andare.

A presto,
Seraphine.

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